. Presentazione del libro da parte della sua autrice :

La crisi ecologica peggiora, e questo si vede ad occhio nudo. L’estinzione massiccia delle specie, le tempeste devastatrici, gli incendi incontrollabili sono ormai diventati una norma che certi favoriscono e che noi subiamo, il cuore vivo e le braccia ciondoloni (espressioni che vogliono dire “senza poter fare niente”).  Di fronte all’ampiezza del compito, come uscire da questo ebetismo? Come, per riprendere il titolo di un’opera ormai classica dell’ecologia politica, Agire in un mondo incerto?  Bisogna credere che gli sforzi sono vani, che l’apocalisse è alle porte, che la caduta verso l’abisso è irreversibile?

Affinchè la risposta a questi interrogativi drammatici possa pendere verso il no, bisogna mettere all’opera ogni mezzo che possa contribuire a rendere l’azione efficace. In questo obiettivo, le scienze sociali devono identificare quello che è fatto, e quello che resta da fare. E’ questo il progetto dell’opera Dalla contro-cultura alla legge del mercato. Fondato sui risultati di un’inchiesta sociologica, questo saggio cerca di fornire i segnali di contorno di un fatto sociale, definito come la “salute naturale”.  Questo fenomeno rappresenta un’entrata fra le altre del vasto campo dell’ecologia. Riguarda un numero crescente di nostri contemporanei, che si ritrovano senza saperlo attorno ad azioni e idee che incrociano prevenzione e consumo.

Dietro questa denominazione enigmatica, si scoprono un insieme di pratiche, cominciando dall’alimentazione, chiave di volta della salute naturale. Spesso biologica, privilegiando talvolta i circuiti brevi, a tendenza vegetariana o apertamente flexivore, quello che interessa non è tanto la costanza del cammino che intraprende quanto il ruolo centrale che gioca, nella prevenzione come nel senso che le persone danno al loro modo di consumare.

Poi, il rapporto al corpo, sano o malato, che sta invecchiando o virile, vetrina del sé levigata con grandi sforzi di tecniche del corpo di ispirazione asiatica e di sport quotidiano. Infine, il posizionamento per rapporto alla salute in quanto soggetto di società, delle pratiche mediche insieme a quelle più contestate, passando dai dibattiti come la nocività del latte vaccino o i benefici del senza glutine.

Tutti questi modi di fare e questi modi di vedere sembrano andare nel senso di una più grande autonomia delle persone nelle scelte che rientrano, apparentemente nel privato. Ma come si può agire in modo autonomo in una società ogni giorno più neoliberale? Perché la salute naturale, anche quando si presenta come un’impresa personale, non è un fatto isolato. Ne deriva un’etica, un modo di essere al mondo, eminentemente collettivo. Fissando le norme del bene e del male, è materializzata in luoghi – i negozi bio, il salotto Marjolaine -, dei media, delle controversie. Come tutti i fatti sociali, si iscrive in una tensione fra le classi sociali e in una storia politica.

Questa storia si racconta come una evoluzione verso la contrattazione. Non perché la contro-cultura era intrinseca consensuale o borghese. Nel grande trambusto del  68, ha contribuito a cambiare gli spiriti in modo duraturo e radicale, notoriamente in materia di pedagogia o di democrazia sanitaria. Ma perché la salute naturale nella sua forma naturale fa fatica a lottare contro i meccanismi su grande scala dell’agricoltura intensiva e della grande distribuzione. Il momento della contro-cultura e la sua evoluzione verso la salute naturale non rappresentano che delle sequenze fra le altre di un modo d’azione pertanto classico, il riformismo. “Sii il cambiamento che tu vuoi nel mondo” ….. la famosa formula di Gandhi sintetizzava già una modalità di questa filosofia. Ma la sua azione era del resto radicale, collettiva e potente. Mentre il piccolo, il locale, l’esempio, il colibrì, non si pensano come associati ad una volontà di lotta globale. Saremo capaci di rispondere alle grandi sfide dell’ambiente in modo impegnato e collettivo?

  • Anahita Grisoni è l’autrice di Dalla contro-cultura alla legge del mercato (De la contre-culture à la loi du marché) (Le Temps present),

133 p., 12 Euro.

Questo libro è un’inchiesta sulle pratiche ecologiche dei Francesi nella loro vita quotidiana da una trentina d’anni, e le loro conseguenze politiche. Anahita Grisoni, ricercatrice al CNRS e all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, vi spiega come l’ecologia è passata da uno spazio di contro-cultura a uno spazio di consumo. Uno spazio importante è concesso alle medicine naturali.

Fonte : Reporterre / dicembre 2017

Articolo da me tradotto dalla lingua francese –

 

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