Il 19 aprile scorso, il sole batteva forte dalle parti di Villenave, nelle Lande. Un sole che era stato fino ad allora troppo raro per permettere un avanzamento rapido dei lavori  di ripristino dei  lotti recentemente acquisiti da Emilie Moureux, una giovane di 28 anni installata in produzioni vegetali biologiche. “Ho scelto di installarmi nell’inverno più piovoso dall’inizio dei rilevamenti!”, ridacchia, però con un po’ di amarezza. Questo 19 aprile, il sole allo zenit, c’era gente, amici e parenti, per assistere la giovane donna: nel menu, risanamento dei lotti, installazione del sistema di irrigazione, rimessa in recinzione dei lotti per far fronte al problema cinghiali, piantare i primi asparagi, ecc. Gli inizi concreti di un’avventura che lei sognava già da numerosi anni.

Con un padre specializzato nella produzione di prodotti  derivati dell’anatra  e le grandi colture, Emilie è da sempre “nel contesto agricolo partecipandovi attivamente, ma senza esserne mai obbligata”. Tuttavia con la sua maturità in tasca, è alla facoltà di biologia che sceglie di iscriversi. “I miei genitori, soprattutto mio padre, mi hanno incoraggiata a cercare un orientamento professionale al di fuori dell’agricoltura. Pensava che c’erano molte altre cose interessanti da scoprire; lui stesso non aveva veramente scelto il contesto agricolo.”

“Mettere insieme la teoria e la pratica”

Tuttavia, cacciare il naturale, ritorna al galoppo ……. Nel quadro dei suoi studi di biologia, c’è un corso che Emilie, ogni settimana, aspetta con molta impazienza. “Era un corso misto di geologia, pedagogia e ambiente. E nel cuore di questo triangolo, in realtà, è l’agricoltura che predominava. Questa mi ha fatto “tilt”, ho realizzato che ero fatta per l’agricoltura.”  La sua decisione è quindi presa: ferma la biologia per iscriversi in BTS agronomia produzioni vegetali  al liceo agricolo di Montardon. “Non particolarmente appassionata dalla scuola”, sceglie di passare il suo BTS tramite apprendistato. Lo scatto si conferma con fermezza. “Mi è piaciuto moltissimo, erano i due migliori anni di tutta la mia scolarità! Ero quindi studentessa e apprendista in un laboratorio di ricerca e individuazione OGM e controllo di varietà. “ Alla conclusione,  l’aspetta un posto, se vuole, nell’impresa che l’ha avuta in apprendistato. Ma, “in un rapido passaggio”, le si parla di Bordeaux Sciences Agro la cui data di chiusura delle iscrizioni si avvicina. La persona che gliene parla è uno dei suoi professori, che la incoraggia a presentare la sua pratica; tanto più che esiste una possibilità di seguire  il piano di studi di Bordeaux Sciences Agro tramite apprendistato. Nella promozione di 150 allievi che sarà la sua, 15 posti sono aperti in apprendistato, di cui 5 per la filiera frutta e verdura. In carico a lei di trovare un’impresa di accoglienza programmata verso la produzione. “Comunque,  non era il caso di continuare i miei studi se non potevo essere in apprendistato. Una volta che si è provato, è difficile fare marcia indietro. Sono stata talmente felice nell’apprendistato. Questo permette di mettere un piede nel mondo del lavoro, altro che lavoro stagionale o di aiuto sull’impresa di famiglia. Si scopre che si può veramente essere felici nel proprio lavoro. E dal punto di vista della formazione, con l’apprendistato arrivavo veramente a mettere insieme la teoria e la pratica. Spesso, anche, capivo la teoria perché avevo già visto la pratica.”

Da apprendista a responsabile delle colture o sei anni per costruire il suo progetto

Parallelamente con i suoi corsi alla scuola di ingegneria, è presso la cooperativa agricola Tom d’Aqui, a Parentis-en-Born, che farà quindi il suo secondo apprendistato, e che in seguito vi resterà. In totale, vi rimarrà sei anni,  nel frattempo e abbastanza rapidamente è stata promossa responsabile delle colture. “Questi sei anni mi hanno veramente permesso di costruire il mio progetto professionale. I dirigenti mi hanno aiutata e sostenuta molto. Là sono stata avvantaggiata da un’apertura larga sia in termini direttivi che in pratiche agricole, o anche di gestione economica. Questo mi ha permesso anche di conoscere quanto si fa al di fuori delle nostre frontiere, e di partecipare all’elaborazione di progetti fuori norma. E’ stata di grande formazione per me”.  Durante la permanenza di Emilie a Parentis-en-Born, il sito di Tom d’Aqui che produce pomodori  fuori suolo in serre, riscaldati dall’energia proveniente dall’acqua di produzione della vicina fabbrica di estrazione di petrolio, è in effetti passato da 10 a 25 ha. “E’ una produzione in pratiche agronomiche molto simili al biologico. In effetti, il solo fuori suolo non permette di ottenere il marchio”, spiega. Il biologico, ma al suolo questa volta, è proprio la maniera di produzione per la quale lei ha optato nel suo progetto d’installarsi da sola a Villenave. Un progetto che aveva in mente da molto tempo. “Avevo voglia di installarmi ma non obbligatoriamente con una forte motivazione per poterlo fare, ma quando sono rientrata in questo circuito agricolo, sono stata obnubilata dall’idea di installarmi in  frutta e verdura.” Quanto al biologico, è una scelta di strategia più che di convinzione personale. “In termini di sviluppo e di opportunità di sviluppo futuro, il biologico è interessante dal punto di vista economico. C’è una forte richiesta, ed è una produzione che economicamente è più  vitale del convenzionale”, analizza. Infine ultimo argomento che ha facilitato il suo passo: “l’opportunità fondiaria che si è presentata a Villenave e Saint Yaguen, trovata tramite un annuncio Safer: “90 ha di terre non utilizzate da 15 anni. Questo significa che le produzioni sono direttamente valorizzabili nel biologico senza dover passare dai 3 anni di conversione obbligatoria tra il convenzionale e il biologico.” Su queste terre, ha intenzione di produrre “del mais seme, del mais dolce, degli ortaggi da industria, degli asparagi e altre colture in rotazione nel biologico”. Produzioni commercializzate presso le cooperative e i circuiti organizzati all’inizio, “il tempo di lanciarsi”.

Circuito classico e mezzi innovativi

Quanto al percorso di installazione Giovane Agricoltore, di cui lei ha beneficiato, lo giudica “indispensabile”. Secondo lei, potrebbe anche essere “un po’ più avanzato di così”. Il tirocinio di 21 ore “molto apprezzato” dalla giovane e che permette di incontrare i diversi attori del mondo agricolo, amministrazione, sindacati, banche, ecc. è secondo lei “un po’ breve”. Altro elemento importante nel percorso di installazione di Emilie Moureu: beneficia di un apporto fondiario assicurato da Safer in partenariato con il Crédit Agricole per 40 ha di terre. Questo sistema di “leasing” permette così alla giovane agricoltrice di differire al massimo di 5 anni l’investimento sul fondiario e di alleggerire così l’indebitamento al momento della sua installazione.

Ma al di là del circuito dei partner “classici” dell’accompagnamento e delle dotazioni all’installazione, come la DJA, lei ha saputo trovare un mezzo innovativo che permette di facilitare o almeno di limitare gli investimenti in materiale, che possono salire facilmente e superare la soglia di centinaia di migliaia di euro. Passando da una piattaforma digitale, votremachine.com, affitta il suo  materiale agricolo ad altri agricoltori, per una durata limitata nel tempo. Questo 19 aprile l’aratro (?)  agganciato dietro al trattore, e partito per qualche andata-ritorno da campi, proveniva da lì.

Fonte : aqui.fr / Maggio 2018

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Di Solène Méric

Crédit Photo : Aqui.fr

Articolo da me tradotto dalla lingua francese

.Il mio commento –

Qui parliamo di una giovane che ha fatto dell’agricoltura il suo sogno – forse aveva già l’agricoltura “nel sangue” – e che mettendosi, dopo anni di apprendistato, in proprio, si sente ora realizzata. Da notare come apprezzava di più l’apprendistato “pratico” piuttosto che quello teorico, anche se necessario. Un’altra bella e interessante esperienza che ha potuto concretizzarsi grazie sì al sostegno di associazioni e di banche,  ma dovuto anche alle  capacità individuali, ad iniziative nuove e concrete, ed all’esperienza acquisita durante il lungo periodo di tirocinio e di formazione  nei diversi settori – di cui ha saputo intelligentemente approfittare – e, perché no, anche alla costanza e al credere fermamente nel proprio sogno, con le idee chiare.

                                                                                                                       -VM –